Ferrovia Verona-Modena: perché dividerla in due è stato un errore

Sono passate solo alcune ore dall’introduzione del nuovo orario estivo sulla linea ferroviaria Verona-Modena. La novità fortemente voluta dalla regione Emilia Romagna prevede la divisione della linea in due presso la stazione di Mantova e la conseguente gestione Veneta per la tratta Verona Porta Nuova – Mantova ed emiliana per la gestione Mantova – Modena.
I nuovi treni della Mantova - Modena
Personalmente ho percorso la linea nella tratta Mantova – Romanore dal 2008 al 2011 e Suzzara – Modena attualmente.

Malgrado il buon intento di migliorare la puntualità e il servizio devo tuttavia bocciare quanto è stato deciso di applicare per alcuni motivi che appaiono evidenti.
Cadenza oraria: per Mantova si è scelto di far partire da Modena i treni al minuto sei di ogni ora quando da anni si avevano le partenze intorno al minuto trenta. Molte persone che terminano l’università (come nel mio caso), le scuole superiori o il lavoro esattamente alla fine dell’ora difficilmente riusciranno ad essere in stazione così presto. Quindi in molti casi l’attesa in stazione sarà molto lunga. Volendo riassumere si è scelto di cambiare una cadenza oraria sulla lunga percorrenza senza sostanziali motivi.
Fermate: i treni con il vecchio sistema orario avevano fermate pensate e studiate per raccogliere sempre persone nelle ore di punta. Non tutti i treni fermavano nelle fermate “secondarie” come Levata, Borgoforte, Palidano di Gonzaga o Villanova di Reggiolo. Questo accorgimento permetteva di risparmiare circa 10 minuti sulla tratta Mantova-Modena.
Il nuovo orario ha deliberatamente introdotto tutte le fermate per tutti i treni quando nelle fermate sopra indicate quando è cosa nota non c’è utenza se non nelle ore di rietro dal lavoro. In definitiva questo non fa altro che rallentare la linea, di per se molto corta.
Il servizio pubblico offerto dagli autobus a Borgoforte e a Palidano è già sufficiente a garantire un servizio (quasi) orario, che senso ha far fermare tutti i treni?
Materiale rotabile: si dice che è il miglioramento più grande per la linea, in realtà si passa da treni molto vecchi limitati a 90 Km /h agli aln 582 degli anni 80 che sono sostanzialmente gli stessi.
– Coincidenze per Mantova e linea Suzzara – Ferrara: il nuovo orario prevede 15 ‘ di margine per le coincidenze tra i treni della linea Mantova – Verona P.n e Mantova – Modena. Se un treno per qualsiasi motivo ritarda bisogna aspettare almeno un ora. Cosa inaccettabile per una tratta di 110 km.
Le altre coincidenze con i treni per Ferrara alla stazione di Suzzara invece sono state eliminate totalmente.
Treni scomparsi: sulla tratta Verona P.N. – Modena giravano treni di Fer che effettuavano 4 corse giornaliere con materiale rotabile Vivalto nuovo e prestante. Questo servizio è scomparso.
Allo stesso modo sono stati totalmente cancellati i diretti del mattino da Verona a Bologna centrale effettuati con analoghi Vivalto e con fermate limitate che permettevano di andare da Mantova a Modena in 40′ (su tutti ricordiamo il treno 2915) contro i 75′ minuti previsti dall’attuale orario.
Nessun treno diretto. Nell’arco della giornata non esiste un treno diretto da Verona P.N a Modena o altra destinazione passante per Mantova.

In definitiva. Si potevano migliorare gli aspetti organizzativi, il materiale rotabile e gli orari sulla vecchia base. E’ una sconfitta sia per la città di Mantova che per la città di Modena visto che molti pendolari di quest’ultima che vengono da fuori provincia dovranno arrivare al lavoro in ritardo visto che hanno ritardato l’orario “normale” di arrivo di dieci minuti.

Questo spezzatino fa felici solo gli utenti di Carpi che da orario hanno un collegamento ogni 30 minuti e possono tranquillamente adattare le loro esigenze su due collegamenti orari. Per tutti gli utenti mantovani invece è l’ennesima occasione persa.

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